Intelligenza artificiale e Terzo Settore: stato dell’adozione, criticità e prospettive operative

L’intelligenza artificiale rappresenta una delle leve più rilevanti della trasformazione digitale contemporanea, ma il suo impatto nel Terzo Settore è ancora disomogeneo. Una recente ricerca internazionale promossa da TechSoup, basata su un’indagine condotta su 972 organizzazioni della società civile in 9 Paesi tra Europa e Africa, offre una fotografia utile per comprendere non solo il livello di adozione dell’AI, ma soprattutto le  condizioni che ne limitano o ne favoriscono l’integrazione.

Il primo dato rilevante riguarda il divario tra interesse e utilizzo effettivo. La maggior parte delle organizzazioni riconosce il potenziale dell’intelligenza artificiale per migliorare l’efficienza operativa, l’analisi dei dati, la progettazione e la valutazione dell’impatto. Tuttavia, poche dispongono delle condizioni organizzative necessarie per un’adozione strutturata.

Le principali barriere all’adozione

Le criticità emerse sono prevalentemente di natura sistemica:

  • competenze digitali insufficienti, in particolare sul piano strategico e non solo operativo
  • limitata disponibilità di risorse economiche dedicate
  • assenza di supporto tecnico continuativo

Nel contesto italiano, la ricerca evidenzia come il principale ostacolo non sia tanto il costo delle tecnologie, quanto la mancanza di formazione specialistica del personale. Molte organizzazioni si collocano in una fase sperimentale, utilizzando strumenti di AI in modo episodico, senza una governance chiara né una strategia di medio-lungo periodo.

Il tema delle competenze come priorità strategica

Un elemento centrale riguarda la consapevolezza crescente che le competenze digitali, e in particolare quelle legate all’intelligenza artificiale, siano ormai asset strategici. La maggior parte delle organizzazioni intervistate indica l’upskilling dei team come priorità nei prossimi 2–3 anni. Non si tratta solo di imparare a usare strumenti, ma di sviluppare capacità di valutazione, integrazione e controllo delle tecnologie in coerenza con la missione sociale.

Verso soluzioni AI mission-oriented

Un ulteriore dato significativo riguarda la richiesta di soluzioni personalizzate. Le organizzazioni della società civile esprimono una chiara preferenza per strumenti di intelligenza artificiale progettati in funzione dei propri valori, dei contesti operativi e degli obiettivi di impatto, piuttosto che per soluzioni standard di mercato. Questo orientamento pone una sfida rilevante anche per finanziatori, policy maker e attori dell’innovazione: l’AI nel Terzo Settore non può essere un semplice trasferimento tecnologico, ma richiede accompagnamento, co-progettazione e governance.

Conclusione

L’intelligenza artificiale può diventare un potente moltiplicatore di impatto sociale, ma solo se inserita in un quadro strategico che integri competenze, risorse e visione. Per il Terzo Settore italiano, la sfida non è adottare l’AI, ma farlo in modo consapevole, sostenibile e coerente con la propria funzione sociale.